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1957 «Roma così non l'avevo mai vista». Pasolini racconta Di Vittorio PDF Stampa E-mail
Da «Vie nuove», n. 45, 16 novembre 1957. "Non ho mai visto gente così, a Roma. Mi sembra di essere in un’altra città. Umilmente dimostrano quale sia la forza della coscienza. Dimostrano che la storia non ha mai soste" 
di Pier Paolo Pasolini
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25 Ottobre Roma Manifestazione Nazionale CGIL PDF Stampa E-mail

<leggi e/o scarica il volantino>


 

 

 
A 110 anni dal primo Sciopero Generale indetto in risposta all’uccisione dei minatori del Sulcis PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Settembre 2014 20:31

1904 – Si conclude con successo il primo Sciopero Generale dei lavoratori italiani, proclamato dal Partito Socialista e dalla Camera del Lavoro di Milano diretta da Arturo Labriola. E’ stato proclamato il giorno 15, in solidarietà per l’uccisione, da parte delle truppe inviate da Giolitti, di 4 minatori sardi, durante una rivolta operaia scoppiata per reclamare migliori condizioni lavorative e salari più alti e avvenuta il 4 settembre 1904 nelle miniere di Buggerru. Ogni attività del paese rimane paralizzata: i giornali non escono, le fabbriche si fermano, i servizi pubblici non funzionano e a Venezia perfino i gondolieri incrociano le braccia. 

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Per non dimentiCARLO PDF Stampa E-mail

Per non dimenticare Carlo Giuliani, ucciso il 20 luglio 2001 a Piazza Alimonda durante le manifestazioni contro il G8 di Genova, si terranno a Genova una serie di iniziative nei giorni 19 e 20 luglio 2014.

Per maggiori informazioni vedi www.piazzacarlogiuliani.org

 
Nelle urne un voto da ultima spiaggia PDF Stampa E-mail

Europee 2014. Il record elettorale del Pd non è una vittoria sul populismo, Renzi non è meno populista di Grillo. E i voti per Syriza (L'altra Europa con Tsipras) sono una spinta per coltivare il nucleo nascente di un’alternativa.

La ridu­zione della com­pe­ti­zione per le ele­zioni euro­pee a un match fron­tale tra due icone vuote di con­te­nuti quanto piene di inva­dente pre­sen­zia­li­smo ha pre­miato Renzi e punito Grillo. Ma a per­dere sono stati gli ita­liani o, meglio, ha perso la demo­cra­zia. Per­ché la riforma elet­to­rale, quella del Senato o l’abolizione delle Pro­vince volute da Renzi non fanno che ridurne pro­gres­si­va­mente il campo di applicazione.

Ha perso il plu­ra­li­smo: ora c’è un uomo solo al comando di un par­tito, del governo, arbi­tro, anche, dei destini dello Stato; e gli altri par­titi, satel­liti o com­pri­mari, sono in via di spa­ri­zione, né hanno molte ragioni per con­ti­nuare ad esi­stere. E ha perso, ren­dendo sem­pre meno sin­da­ca­bili le scelte del “pre­mier”, la pro­spet­tiva di un vero cam­bia­mento: il qua­dro euro­peo in cui il Pd si inse­ri­sce e di cui sarà un garante non con­sente cambi di rotta. E con tutte que­ste cose hanno perso i lavo­ra­tori, i disoc­cu­pati, i gio­vani, i pen­sio­nati; anche, e forse soprat­tutto, quelli che lo hanno votato.

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